Mateo rispose con calma: “Una mano mi copriva il sopracciglio sanguinante”. Il silenzio calò nella stanza. Per la prima volta, Alejandro sembrò incerto. Pochi minuti dopo, il capitano Rivas rivelò un altro dettaglio inquietante: le telecamere di sicurezza nel corridoio avevano misteriosamente smesso di registrare i turni prima dell’incidente. La tempistica sembrava fin troppo sospetta. Mentre Teresa esaminava la stanza, notò qualcosa di strano. Mateo raccolse con cautela il suo zaino. Nel momento in cui Karla lo vide frugarci dentro, impallidì.
PARTE 1: La chiamata delle 2:47
“Nonna… sono in procura. Karla dice che l’ho aggredita, ma è stata lei a iniziare tutto. Papà le ha creduto.”
La chiamata arrivò alle 2:47 del mattino. Nel momento in cui Teresa Valdés udì la voce tremante del nipote, il sonno svanì.
Per trentadue anni aveva lavorato come investigatrice a Città del Messico. L’esperienza le aveva insegnato una cosa: le chiamate
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