secondo.
«Basta così», mormorai.
Salii su una sedia, la sollevai con difficoltà e la posai. Era più pesante di quanto mi aspettassi. Troppo pesante per essere vuota.
Aggrottai la fronte.
La appoggiai a terra.
La cerniera era arrugginita. Provai ad aprirla, ma non si mosse. Poi pensai che forse dentro ci fossero vecchie cose: coperte, documenti, souvenir di viaggio. Mi chinai per spostarla verso la porta, ma una delle ruote si bloccò. Tirai un po’ più forte.
La valigia cadde di lato.
E poi sentii uno strano rumore.
Non era solo il tonfo sul pavimento.
Era qualcosa di metallico.
Qualcosa di nascosto.
L’angolo ammaccato si aprì leggermente, come se l’impatto avesse staccato una parte del rivestimento interno.
Rimasi immobile.
Non so per quanto tempo fissai quella crepa.
Forse pochi secondi.
Forse una vita intera.
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