ancora.
Controllai altri documenti.
C’era una copia del mio documento d’identità. Estratti conto bancari. Una procura che non avevo mai firmato. Un documento in cui, a quanto pare, autorizzavo Daniel a trasferire parte dei miei risparmi personali per un “investimento congiunto”.
Ma quell’investimento non era congiunto.
Era un conto intestato a una società.
Una società che sembrava collegata alla donna nelle fotografie.
Claudia Salas.
Non la conoscevo.
O almeno così credevo.
Finché non vidi un’altra foto.
Una cena di lavoro.
Daniel al suo fianco.
Indossava un vestito rosso. E dietro di me, in un angolo della foto, c’era mia suocera.
Sorrideva.
Mi si bloccò il respiro.
Mia suocera sapeva.
Forse non tutto.
Ma sapeva.
Fu in quel momento che mi si gelò il sangue.
Non per l’amante.
Non per i soldi.
Ma per la rete di
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