le pareti. Poi venne la neve, non cadente ma scrosciante, chiazze orizzontali bianche che cancellavano il mondo oltre la portata di un braccio.
Ingred aveva portato le sue pecore nella piccola stalla la sera prima, stipando tutti i 236 animali sopravvissuti in uno spazio costruito per forse 100. Erano ammassati l’uno contro l’altro, il loro calore corporeo combinato innalzava la temperatura interna della stalla. Aveva rivestito anche quella struttura, a fine novembre, con gli ultimi scarti di lana. Le pareti non erano spesse come quelle della sua capanna, appena 5 centimetri, ma era pur sempre qualcosa.
Al calar della sera dell’8 gennaio, la temperatura era scesa a -18 gradi. A mezzanotte, era di -31 gradi. Ingrid alimentava costantemente la stufa, bruciando più legna di quanta ne volesse, mentre osservava la temperatura interna aggirarsi sui -2 gradi. -28 gradi: gelido, ma non congelato.
Dormiva avvolta nel cappotto, in tutte le coperte
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