bagni e i pavimenti di una clinica dodici ore al giorno, così che io potessi studiare. Molte sere l’ho vista arrivare esausta, ma mi ha comunque aiutato con i compiti. Molte volte l’ho vista piangere pensando che stessi dormendo. Molte volte ha rinunciato a comprarsi qualcosa per me, così che io potessi comprare i libri.
Molti credono che le persone importanti siano quelle che hanno soldi.
Io non la penso così.
La persona più importante della mia vita è laggiù.
E tutto ciò che sono oggi esiste grazie a lei.»
Il silenzio calò nell’auditorium.
Poi accadde qualcosa di inaspettato.
Mio figlio posò il microfono sul leggio.
Scese dal palco.
E si diresse dritto verso di me.
Quando mi raggiunse, mi prese le mani tra le sue.
Poi sorrise.
E disse qualcosa che non dimenticherò mai.
«Vieni su con
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