niente di apertamente crudele, ma ho sempre notato gli sguardi, i sussurri, le domande. E faceva male.
All’ultimo anno di liceo, però, ero diventata bravissima a fingere che niente mi desse fastidio.
Così, quando è arrivato il periodo del ballo di fine anno, ho detto a mia madre che non volevo andarci. «Non puoi nasconderti per sempre, Cindy», mi disse. «Una brutta esperienza ti ha già cambiato la vita. Non lasciare che continui a decidere per te. Il ballo di fine anno capita una sola volta nella vita.»
Alla fine, mi convinse.
Comprammo un vestito, mi arricciai i capelli e passai quasi un’ora a truccarmi per coprire la maggior parte delle cicatrici sul collo.
Ma nel momento in cui misi piede nella sala del ballo, rimpiansi di non essere rimasta a casa.
La palestra era bellissima. Le luci brillavano dall’alto mentre la musica rimbombava dagli altoparlanti. Intorno a me, i
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