Ciò che è più inquietante non è l’urlo, ma il sussurro che non dovrebbe essere udito in un giorno come questo.
Il fotografo cliccò sul pulsante successivo e fece partire un breve video. Non era lungo, ma sufficiente a farmi sussultare il cuore.
La voce di mio padre suonava bassa, ferma e… aliena.
“Non può scoprirlo. Non oggi.”
Dopo un attimo, sentii la risposta di mia madre: nervosa, brusca, come se stesse lottando contro il panico.
“Allora assicurati che non dica niente.”
Fissavo lo schermo, il battito del cuore che mi martellava nelle orecchie. Una parte di me cercava di razionalizzare: forse era una sorpresa, forse un regalo, forse un piccolo intoppo organizzativo. Ma il tono non si addiceva a nessuna “sorpresa”. C’era qualcosa in quel sussurro che andava seppellito, non avvolto nella carta da regalo.
“Di cosa… non dovrebbe parlare?” chiesi quasi in silenzio.
Il fotografo
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