- Non c’erano congratulazioni o scherzi, solo tensione.
- Mi è stato chiesto di non dirlo a nessuno, soprattutto ai miei genitori.
- C’era qualcosa nel suo tono che difficilmente poteva essere scambiato per banale.
In quel momento, ho sentito un brivido percorrermi il petto. I fotografi vedono più di quanto pensiamo. Non solo i sorrisi e gli sguardi in posa, ma anche quei brevi momenti in cui un volto rivela la verità. Ecco perché l’ho scelto per il nostro matrimonio: aveva un talento naturale nel catturare l’autenticità.
E all’improvviso mi è venuto in mente che se faceva sul serio, non si trattava solo di una foto ritagliata male.
Sono andato da solo.
Lo studio mi ha accolto con un profumo di caffè e qualcosa che ricordava i prodotti chimici per la fotografia, come ai vecchi tempi, quando le foto “prendevano vita” in studio. Il fotografo non ha cercato di sdrammatizzare l’atmosfera. Non
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