Dopo quelle parole, nell'auto calò il silenzio. Solo il rumore della strada e occasionali raffiche di vento fuori dal finestrino.
Dopo un po', l'auto imboccò un'autostrada quasi deserta. Nessuna macchina, nessuna persona. Solo una lunga strada che si estendeva fino all'orizzonte.
E all'improvviso, la figlia si fermò di colpo.
— Vattene, — disse freddamente.
La vecchia si immobilizzò.
— Cosa? Perché?
— ho detto — vattene.
Nella sua voce non c'era traccia di dubbio.
— Mia cara… non capisco… — la voce della vecchia tremava.
— Basta, — la figlia la interruppe bruscamente. — Non ce la faccio più. Sei solo un peso per me.
— Per favore… non lasciatemi qui…
Ma la figlia aveva già aperto la porta, l'aveva afferrata per un braccio e l'aveva letteralmente spinta fuori. L'anziana barcollò e per poco non cadde sulla ghiaia.
— Mi dispiace, ma è meglio così, — la figlia gettò la frase oltre la spalla senza nemmeno guardarla.
La porta si chiuse di schianto. L'auto sfrecciò via. L'anziana donna rimase sola in mezzo alla strada deserta.
Rimase lì immobile, confusa, incapace di comprendere cosa stesse accadendo. Il vento le scompigliava i capelli grigi, le mani le tremavano e gli occhi le si riempivano di lacrime.
— Signore… perché?... — sussurrò.
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