Grazie per essere venuti da Facebook. Sappiamo di aver interrotto la storia in un momento difficile da elaborare. Quello che state per leggere è il seguito completo di ciò che abbiamo vissuto. La verità che si cela dietro a tutto.
Mara si muoveva con l’efficienza disinvolta di una donna che sapeva cosa potesse fare il clima di montagna a chi non era preparato. Chiuse a chiave la stalla delle capre, trascinò un ultimo carico di legna di pino spaccata sul portico, controllò le persiane e stava per aprire la pesante porta di quercia quando lo sentì.
Inizialmente pensò che fosse una manifestazione del vento.
Poi tornò, sottile e rauco sotto l’ululato crescente. Un cavallo. Non il costante sbuffo di un animale in cerca di riparo, ma il grido crudo e terrorizzato di qualcosa di intrappolato e spaventato. Mara si immobilizzò con una mano sul chiavistello. La neve già sfrecciava
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