Nel corso dell’ultimo decennio, la massiccia diffusione delle tecnologie wireless ha sollevato numerosi interrogativi. Mentre l’industria delle telecomunicazioni opera partendo dal presupposto che solo le radiazioni ionizzanti (come i raggi X) siano in grado di causare danni, i ricercatori avvertono da tempo che anche le radiazioni non ionizzanti rappresentano un rischio per la nostra salute . L’avvento del 5G, che si basa sulle infrastrutture esistenti, ha aumentato drasticamente la nostra esposizione. Tra il 2022 e il 2024, circa dieci studi scientifici hanno evidenziato gli effetti biologici dannosi di questa tecnologia di quinta generazione.
Gli avvertimenti scientifici ignorati dalle autorità
Dal 2017, oltre 400 scienziati e medici hanno presentato diversi appelli all’Unione Europea chiedendo una moratoria sul 5G, tutti rimasti senza risposta. Questi appelli evidenziano come le attuali linee guida di protezione considerino solo gli effetti termici delle onde, ignorando completamente altri effetti biologici legati alle radiazioni a radiofrequenza (RFR). Eppure, rapporti commissionati dalla stessa Unione Europea riconoscono prove sufficienti che collegano queste radiazioni al cancro negli animali e a problemi di fertilità.
Il pericolo del 5G risiede soprattutto nell’accumulo di segnali. Oltre alle reti 2G, 3G, 4G e Wi-Fi, sono presenti onde portanti ad altissima frequenza, pulsate in brevi raffiche. Questi impulsi si avvicinano alle frequenze delle nostre onde cerebrali, rendendo questi segnali particolarmente bioattivi rispetto alle onde continue convenzionali.