Diversi studi recenti dimostrano che il 5G influisce direttamente sul funzionamento del nostro cervello:
- Morte cellulare e depressione: l’esposizione alle frequenze 5G induce nei topi un comportamento simile alla depressione, causato dalla piroptosi (una forma di morte cellulare infiammatoria) nell’amigdala, l’area del cervello che gestisce le emozioni e la memoria.
- Permeabilità cerebrale: le radiazioni dei telefoni cellulari 5G aumentano la permeabilità della barriera emato-encefalica.
- Degenerazione neuronale: l’esposizione continua provoca danni al DNA e compromette la creazione di nuovi neuroni, favorendo ansia e disturbi dell’umore.
- Rischio di demenza: le onde inibiscono la neurosina, un enzima cruciale per la degradazione delle proteine associate alla malattia di Alzheimer, e interrompono la normale attività elettrica dei neuroni in laboratorio.
Alterazioni dello sviluppo, della fertilità e del microbioma
Gli effetti si estendono allo sviluppo fisico e comportamentale. Uno studio ha dimostrato che l’esposizione di ratti neonati al 5G ha ritardato l’eruzione dei denti e ha alterato significativamente i loro comportamenti ripetitivi durante l’adolescenza. Questi cambiamenti comportamentali ricordano i sintomi associati al disturbo dello spettro autistico o al disturbo da deficit di attenzione negli esseri umani.
Per quanto riguarda la fertilità maschile, un’esposizione giornaliera di 30 minuti ai raggi infrarossi (RFR) provoca una drastica diminuzione del numero di spermatozoi e gravi malformazioni strutturali (danni all’acrosoma e alla guaina mitocondriale). È interessante notare che l’integrazione di melatonina ha completamente invertito questo danno cellulare negli animali testati.
Infine, nemmeno la nostra flora intestinale è risparmiata. L’esposizione al 5G provoca una diminuzione della diversità microbica e altera più di 250 metaboliti, il che potrebbe spiegare i legami osservati con la depressione e la disfunzione immunitaria.