Nel gennaio 2024, uno studio di caso ha documentato la situazione di un bambino di 8 anni che soffriva di mal di testa insopportabili (valutati 10 su una scala da 1 a 10), affaticamento e vertigini. La sua scuola si trovava a soli 200 metri da un ripetitore per telefonia mobile dotato di stazioni 5G. I sintomi si manifestavano esclusivamente quando si trovava a scuola. Non appena ha iniziato a indossare indumenti e un berretto realizzati con un tessuto antiradiazioni, il mal di testa è completamente scomparso.
Come proteggersi quotidianamente?
Di fronte a questa crescente nebbia elettromagnetica, è fondamentale adottare misure preventive per ridurre al minimo l’esposizione:
telefoni cellulari
- Utilizza connessioni cablate ogni volta che è possibile: collega i computer tramite cavo Ethernet e disattiva il Wi-Fi, soprattutto di notte. Sostituisci tastiere, mouse, stampanti e cuffie wireless con le loro controparti cablate.
- Gestisci il tuo telefono: non portare mai il telefono con te a meno che non sia in modalità aereo. Usa il vivavoce e tieni il dispositivo ad almeno un metro di distanza durante le chiamate. Inoltre, evita i caricabatterie wireless che emettono radiazioni continue.
- Proteggete i bambini: il cranio dei bambini è più sottile, il che li rende molto più vulnerabili alle radiazioni. Tranne in caso di emergenza, non dovrebbero usare dispositivi wireless.
- Purifica la tua camera da letto: spegni la corrente elettrica della camera da letto di notte, usa una sveglia a batteria ed evita gli schermi per almeno un’ora prima di andare a dormire per non bloccare la produzione di melatonina.
- Rifiuta i dispositivi connessi: evita i contatori intelligenti (o installa uno schermo protettivo), gli elettrodomestici “intelligenti” e sostituisci i baby monitor wireless con modelli cablati oppure tieni il bambino nella tua stanza.
- Sostieni il tuo organismo: una carenza di magnesio peggiora l’impatto delle onde elettromagnetiche sulle cellule. Assicurati di assumerne a sufficienza. Inoltre, privilegia gli alimenti che stimolano la proteina Nrf2 (come le verdure crucifere) e considera l’idrogeno molecolare, noto per neutralizzare fino all’80% dei radicali liberi prodotti dalle radiazioni.
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