da quello sconosciuto le era sembrato un’accusa, una violazione.
«Mi piace stare da sola», mentì, con voce tesa. «Ho scelto questa vita.»
«Nessuno sceglie di essere l’ultimo», replicò Gotchamin, la sua intuizione che penetrò le sue difese. «È un destino che ci viene dato. Ma non deve essere per forza il destino che ci resta.»
Frustrazione e un crescente senso di impotenza travolsero Kora. Era una situazione per la quale suo padre non l’aveva mai preparata. Sapeva come affrontare serpenti a sonagli, puma e cercatori d’oro disperati. Non aveva la minima idea di come gestire questa situazione.
Non stavano attaccando. Stavano aspettando. La loro pazienza era un’arma ben più efficace di qualsiasi fucile.
«Non ho altro da dirti», disse, abbassando la pistola, pur tenendola saldamente in mano. «La risposta è no. Oggi, domani e per sempre. Resta o vai. Per me non fa differenza. Ma oltrepassa quella linea.»
Tracciò una
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!