a lei. “La medicina sta aiutando. Il dottore dice che andrà meglio ogni giorno.”
Lei annuì e si morse il labbro.
“Sofia”, dissi, sentendomi più a disagio che mai in una sala conferenze. “Devo parlarti di una cosa importante. Della mia famiglia. Di tua nonna.”
“Quella donna cattiva?” chiese subito. “La mamma mi ha detto che l’ha fatta piangere.”
“Sì”, ammisi. Non aveva senso fingere. “È… complicata. Ed è abituata a ottenere ciò che vuole. Cercherà di convincerti che non sei mia figlia. Dirà che tua madre sta mentendo per estorcermi soldi.”
«Mia madre non mente», disse Sofia, sollevando il mento.
“Lo so”, dissi. “E lo sai anche tu. Ma i tribunali e gli avvocati amano le prove. C’è un test che possiamo fare, si chiama test del DNA. Preleveranno un tampone dalla tua guancia e dalla mia. Non fa male. Il test dimostrerà, con numeri che nessuno potrà negare,
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