La stavamo aspettando.”
Sofia si nascose per un po’ dietro la madre, poi sbirciò fuori. “Ciao.”
“Vorresti vedere la tua stanza?” chiesi.
Annuì così velocemente che barcollò.
Salimmo l’ampia scalinata. La portai su per gli ultimi gradini, solo perché potevo. In fondo al corridoio, aprii la porta e osservai la sua reazione.
La camera degli ospiti aveva subito una trasformazione. Le pareti erano ora di un azzurro tenue. Un letto con un semplice piumone bianco e una fila di cuscini dai colori vivaci era appoggiato a una parete. Una scrivania era accanto alla finestra, ordinatamente sistemata con quaderni, penne colorate e libri di fiabe. Nell’angolo c’era una piccola mensola con spazio per altri libri.
“È tutto per me?” chiese Sofia, con voce appena più che un sussurro.
“Tutto”, dissi. “Se qualcosa non ti piace, la cambieremo. Questa stanza cresce con te.”
Corse al letto e ci saltò sopra, ridendo. Lena
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