
La relazione ricostruisce inoltre le condizioni rilevate all’ingresso dei minori nella struttura di accoglienza. Vengono segnalate carenze sotto il profilo educativo e scolastico, oltre a difficoltà nella lettura, nella scrittura e nelle relazioni sociali. Durante i mesi trascorsi in comunità, tuttavia, sarebbero stati registrati progressi significativi: i bambini avrebbero acquisito nuove competenze, migliorato il rendimento scolastico e sviluppato una maggiore integrazione nel contesto sociale di riferimento.
Non mancano però le contestazioni. Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di parte, continuano a mettere in discussione il metodo utilizzato nella valutazione. Secondo la loro posizione, i minori sarebbero stati sottoposti prevalentemente a test senza un adeguato ascolto diretto, con il rischio di non considerare pienamente l’impatto emotivo della separazione dal contesto familiare. Un confronto destinato probabilmente a proseguire ancora, mentre tutti gli occhi restano puntati sulle prossime decisioni che potrebbero determinare il ritorno dei bambini accanto ai
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