Pensavano che fossi ancora la stessa persona che aveva fallito un anno prima. Pensavano che avessi perso tempo.
Non avevano idea che all’interno di quella stanza avessi costruito una piattaforma che avevo acquistato il giorno prima.
Non sapevano nulla del contratto.
Del trasferimento.
Né della riunione programmata per quella sera.
Quella notte dormii sul tetto, ascoltando le risate che provenivano da sotto.
Alle 8:58 del mattino seguente, scesi le scale con la mia borsa proprio mentre un’elegante auto nera si fermava davanti a casa.
Un uomo in giacca e cravatta uscì e chiese:
«L’ingegnere Sofia Herrera?»
In quel momento, la mia famiglia mi fissò come se stessero vedendo una persona completamente diversa.
PARTE 2
Mia madre sbatté le palpebre confusa.
“Il… cosa?”
L’uomo si fece avanti con calma.
“Sono qui a nome di Aranda Corporation per accompagnare l’ingegnere Sofía Herrera presso la sede centrale per la presentazione di questa
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