sul marmo italiano importato, il secchio si rovesciò e un’ondata di acqua saponata si riversò sul pavimento. Un dolore lancinante mi attraversò il petto.
“Muratore!”
La voce tuonò dalla cima della grande scalinata, facendo tremare il lampadario di cristallo. Alexander Blackwood era lì in piedi, con un bicchiere di whisky ambrato in mano, il volto una maschera di furiosa disperazione. “Fermate tutto questo immediatamente!”
Ma il ragazzo non si fermò. Il lancio non bastò. Spinto da un fuoco invisibile e straziante, Mason si avventò su di me. Iniziò a prendermi a calci le gambe, i fianchi, a sferrare pugni con le sue piccole mani sulle mie spalle. Fu una raffica di violenza disperata.
Le guardie si immobilizzarono. Evelyn apparve sotto un arco, con un’espressione di fredda attesa sul volto. Tutti aspettavano l’inevitabile. Aspettavano che io spingessi via il ragazzo, che urlassi, che imprecassi, che mi arrendessi, proprio come le diciotto
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