La mia famiglia mi ha lasciata annegare mentre ero incinta, poi ha sorriso a cena finché non è entrato lo sceriffo
La prima cosa che ricordo è il freddo.
Non quel tipo di raffreddore che ti fa stringere il maglione sulle spalle o lamentarti dell’aria condizionata al ristorante. Questo era più profondo. Più pesante. Un raffreddore che mi si insinuava dentro, riempiendomi la bocca, il naso, le orecchie, premendomi contro il petto come se il mondo intero si fosse pietrificato e mi fosse crollato addosso.
Per qualche secondo non ho capito dove mi trovassi.
Sopra di me brillava un blu intenso. La pallida luce del sole si infrangeva sulla superficie dell’acqua. Lì si muovevano delle ombre: forme lunghe e tremolanti, distorte e distanti, come persone che mi osservavano da un altro mondo.
Poi il mio corpo ha ricordato.
Il pugno.
Il sussulto.
Il bordo della piscina scompare sotto il mio
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