cane è un K9 attivo”, disse. “Si chiama Delta. È scomparso durante l’addestramento un’ora fa. Se è qui con lei, signore, il protocollo dice che lo trattiamo come un potenziale incidente.”
“Io… io non l’ho portato”, balbettò Don Ernesto. “Ero venuto a vedere l’alba. Lui è corso verso di me. Dritto verso di me… come se mi avesse riconosciuto.”
Rimase in silenzio.
Perché in quel momento Delta appoggiò delicatamente il muso sulla coscia del vecchio.
Non sottomesso.
Non sulla difensiva.
Familiare.
Valeria alzò bruscamente la mano.
“Preparatevi”, ordinò. “Se il cane reagisce, nessuno si farà avanti.”
L’aria si fece più densa.
La sicura scattò.
Una radio sibilò.
“Comandante”, sussurrò Mateo, con gli occhi spalancati, “il cane non mostra aggressività. È… calmo.”
Valeria non distolse lo sguardo.
“È proprio questo il problema”, disse a bassa voce. “La Delta non si comporta così con gli sconosciuti.”
Fece un singolo passo avanti, deciso,
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