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La serata iniziò come tante altre. Le luci del negozio erano fredde, il pavimento lucido e l’aria odorava di polvere e detersivo a buon mercato.

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“Dove sono?” ho chiesto.

Maria chiuse la cartella.

– Vieni. Ma prima, voglio che tu sappia una cosa.

Si avvicinò e sussurrò:

– La verità ha un prezzo. E non tutti lo pagano volentieri.

La seguii, incerto se stessi camminando verso la salvezza o verso un abisso.

Capitolo quattro

Maria mi ha portato in un vecchio edificio, non troppo lontano dal negozio. I corridoi erano bui, le scale scricchiolavano. C’era odore di medicinali e un silenzio che aveva imparato a non fare domande.

Al terzo piano, si fermò davanti a una porta. Bussammo.

Dall’interno si udì una voce flebile:

– Si accomodi.

La stanza era piccola. Su un letto vicino alla finestra giaceva una donna. Il suo viso era pallido, ma i suoi occhi erano acuti. In essi c’era quella dignità che la malattia non riusciva a scalfire.

Mila era in piedi accanto al letto. Quando mi vide, impallidì ancora di più e

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