Pubblicità

La serata iniziò come tante altre. Le luci del negozio erano fredde, il pavimento lucido e l’aria odorava di polvere e detersivo a buon mercato.

Pubblicità

Pubblicità

un lavoro. E forse… un piccolo aiuto con il tuo credito.

Maria mi fece cenno di attivare il vivavoce. Lo feci.

Kalin ha proseguito:

– E Mila… e sua madre… non preoccupatevi. Vladimir se ne occuperà. Voi non dovete intromettervi.

La rabbia mi ribolliva dentro, ma la mia voce rimase bassa.

«No», dissi.

Kalin rise.

– No? Nikola, non capisci. Questa non è una richiesta. Questa è la tua ultima possibilità di rimanere integro.

Maria si sporse verso il telefono e disse chiaramente:

– Kalin, sono l’avvocato Maria. Sto registrando la conversazione. Continua pure a minacciare il mio cliente, se vuoi.

Ci fu una pausa. Poi Kalin sibilò:

– Ecco fatto. Okay.

La connessione è stata interrotta.

Maria mi guardò.

«Vedi?» disse. «Loro stanno recitando. Quindi reciteremo anche noi.»

In quel preciso istante, il mio telefono squillò di nuovo. Questa volta era Mila.

La sua voce tremava:

– Nikola… mamma… lei… non si sente bene.

Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!

Pubblicità

Pubblicità