Al caldo. Addormentati.» Mara fece un cenno verso il focolare dove i gemelli giacevano rannicchiati insieme sotto una coperta patchwork. «Hai rischiato di morire congelato per assicurarti che rimanesse così.»
Un’espressione di sollievo gli attraversò il volto in modo così evidente che Mara dovette distogliere lo sguardo per un istante. Era un sentimento troppo intimo, quel tipo di gratitudine. Troppo umano.
«Che posto è questo?» chiese dopo un attimo.
“Painted Mesa Ridge. A venti miglia da Taos se la strada è in buone condizioni, a cinquanta se no. Sono Mara.”
Ripeté il suo nome a bassa voce, come per verificare se gli appartenesse. “Mara.”
“E tu?”
Un’esitazione. Piccola, ma reale.
«Daniel», disse. «Solo Daniel.»
Solo Daniel.
Mara notò l’omissione. Notò anche che la camicia che aveva steso ad asciugare era di cotone pregiato, non del tessuto ruvido di un mandriano o di un commerciante. Il suo modo di parlare era
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