momento, non in tenerezza, ma nel freddo smarrimento di un uomo che si imbatte in un sistema di valori che ha trascorso una vita intera a rifiutare. Improvvisamente sembrò più vecchio.
«Guida», sbottò infine.
Celeste si raccolse le vesti e salì in carrozza con gli occhi come schegge di ghiaccio. Victor la seguì. Le ruote girarono. I cavalli si lanciarono. E poi la grande e splendente macchina della ricchezza e del potere rotolò giù dalla montagna, portando con sé la sua furia e il suo vuoto.
Tornò il silenzio.
Non il vecchio silenzio. Non il silenzio solitario.
Questo pulsava di energia e di conseguenze.
Mara guardò Daniel. Lui la ricambiò con lo sguardo di un uomo che avesse bruciato l’unico ponte che avesse mai conosciuto e che ora attendesse di vedere se il terreno sotto i suoi piedi avrebbe retto.
«Non abbiamo niente», sussurrò, perché la paura concreta arriva sempre
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