una piccola stanza soleggiata per le ragazze. Mara gli insegnò quali erbe curavano e quali erano solo belle da vedere, come leggere le nuvole, come ascoltare il silenzio prima che il tempo si facesse brutto. Anche lui le insegnò qualcosa, non le fragili raffinatezze della società elegante, ma la conoscenza pratica sepolta sotto quella vita precedente: come tenere i registri contabili in ordine, negoziare prezzi equi, organizzare gli allevatori e i cacciatori locali in modo che i mercanti della città non potessero più imbrogliarli uno ad uno.
In primavera, quando lo scioglimento della neve tingeva d’argento i canaloni e il primo verde spuntava dal terreno nero, la loro vita metteva radici.
Mara vendeva erbe, unguenti e tisane in città. Daniel aiutò le famiglie vicine a formare una cooperativa per commercializzare lana, pellicce e prodotti agricoli senza perdere tutto a causa degli intermediari. La voce si sparse, non su un erede
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