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“Lo schiavo africano Jabari Mansa: la storia proibita che l’America ha cercato di cancellare per sempre…”

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non avevano mai imparato, descrivendo luoghi che non avevano mai visto, incapaci di distinguere i propri ricordi dalle visioni di eventi che non erano ancora accaduti. I tribunali la definirono isteria, gli schiavi la chiamarono giustizia.

E Jabari Manser, interrogato sotto tortura su ciò che aveva fatto, disse solo questo: “Ho mostrato loro ciò che ricordiamo”. E la memoria è un’arma che non possono portar via. Per capire cosa intendesse, bisogna capire da dove veniva Jabari e cosa portava con sé, qualcosa di più pericoloso di qualsiasi coltello o pistola.

L’Impero Wolof, nell’attuale Seneagal, manteneva una tradizione orale che risaliva a secoli prima. Avevano i maestri cantastorie Grio, che memorizzavano la storia completa dei regni, la genealogia delle famiglie regnanti e la saggezza accumulata attraverso le generazioni. Questi uomini non erano semplici intrattenitori. Erano biblioteche viventi.

>>Le loro menti contenevano informazioni che avrebbero richiesto anni per essere trascritte

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