sulla bocca. “Lo so, e non lo sto giustificando, ma…”
La voce di Dana interruppe la sua frase come una lama. «Allora non dire più “ma”, a meno che tu non voglia che quella precisa frase venga citata in seguito». Il giovane ufficiale abbassò lo sguardo, probabilmente per nascondere qualsiasi espressione che la professionalità non gli consentisse più di esprimere. Margaret emise un suono offeso in fondo alla gola, quel piccolo sibilo che usava ogni volta che qualcuno al mondo aveva l’audacia di essere meno gestibile di quanto lei preferisse.
Poi indicò Ethan come una regina che chiama un servitore. «Di’ loro che è ridicolo», ordinò. «Di’ loro che la casa è tua. Di’ loro che tua moglie sta perdendo la testa.»
Ti sei rivolto a lui.
La mattinata si è fermata abbastanza a lungo da permetterti di sentire la risposta prima che te la desse. Ethan aveva sempre saputo
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