L’attrazione non era una parola, ma un odore: l’odore pungente e terroso della strada si insinuava nella casa vuota.
«Alzati, ‘creatura’», la voce di suo padre era roca. Non la chiamava mai per nome. Dare un nome a qualcosa significava riconoscerne l’anima.
Zainab si alzò in piedi, le dita che scorrevano sul velluto della poltrona. Avvertiva una presenza nella stanza: l’odore di fumo di legna, tabacco a buon mercato e l’ozono di un temporale in arrivo.
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