delle rive del fiume e dall’aria densa e umida della periferia.
La sua casa era una baracca che scricchiolava a ogni folata di vento. Odorava di terra umida e vecchia fuliggine.
«Non è niente di grave», disse Yusha. La sua voce fu una rivelazione: bassa, melodiosa e priva della durezza a cui si era abituata negli uomini. «Ma il tetto reggerà e i muri non crolleranno. Sarai al sicuro qui, Zainab.»
Il suono del suo nome, pronunciato con tanta solennità, la colpì più di qualsiasi colpo. Crollò su un sottile tappeto, i sensi ipersensibili allo spazio circostante. Lo sentì muoversi: il tintinnio di una tazza di latta, il fruscio dell’erba secca, lo scoppiettio di un fiammifero.
ANNUNCIO
²
Quella notte non la toccò. Le mise sulle spalle una pesante coperta profumata di lana e si ritirò verso la porta.
«Perché?» sussurrò nell’oscurità.
—Perché cosa?
“Perché mi porti via? Non
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!