Ma un pianto che sgorgava da un luogo dove non aveva più forze.
«Questi sono i dolci preferiti di mia madre», disse, le parole che le uscivano a fatica. «Sta morendo. Volevo solo darle qualcosa di dolce prima che se ne andasse.»
Un peso opprimente mi si è accumulato nel petto. Avrei voluto dire che c’erano delle regole. Che rubare era rubare. Che anch’io avevo dei problemi.
Ma invece ho sentito la mia voce:
– Quanto costano?
Mi guardò con aria incomprensibile, come se si aspettasse che tirassi fuori delle manette. Tornai alla cassa, pagai le caramelle e le misi in un sacchetto.
Poi ho messo la mano in tasca, ho tirato fuori i soldi che avevo messo da parte per la rata del prestito e li ho dati. Duecento leva. Era come se la mia mano appartenesse a qualcun altro.
– Prendilo. Per medicine, per cibo… per qualsiasi cosa ti serva.
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