a dondolo accanto al fuoco e disse con leggerezza, senza guardarle: “Questo vecchio posto mi spaventava con un tempo così. Pensavo che il vento raccontasse brutte storie.”
Una delle ragazze alzò lo sguardo.
«Ma ho capito una cosa», continuò Mara, rigirandosi un calzino in grembo. «Il vento ulula solo perché non ha un posto dove stare. A volte la paura è proprio questo. Il freddo in cerca di una porta.»
Quando ebbe finito di parlare, entrambi i visetti si erano addolciti quel tanto che bastava per mostrare che stavano ascoltando.
Più tardi quella notte, mentre ravvivava il fuoco, Mara sentì un piccolo peso contro la gamba. Abbassò lo sguardo e vide uno dei due gemelli, quello leggermente più piccolo, appoggiato assonnato alla sua gonna con entrambe le braccia strette intorno alla sua coscia. Non c’era nulla di teatrale in quel gesto. Il bambino si era semplicemente diretto verso la cosa
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